C'è un modo di leggere il paesaggio dell'Alto Molise che cambia tutto. Quelle lunghe fasce d'erba che attraversano colline e altipiani, larghe come un campo e lunghe centinaia di chilometri, non sono un capriccio della natura: sono i tratturi, le antiche vie della transumanza. Per secoli, ogni autunno e ogni primavera, pastori e greggi le hanno percorse tra le montagne d'Abruzzo e Molise e le pianure della Puglia. Alcune passano proprio nel territorio di Agnone.
Che cos'è un tratturo
Il tratturo è una via erbosa nata dal passaggio continuo degli animali, molto più ampia di una mulattiera. I tratturi principali, i cosiddetti "regi tratturi", avevano una larghezza fissata in 60 passi napoletani, circa 111 metri: un corridoio di prato, non un sentiero. Lungo il percorso sorgevano taverne, chiese, fontane e luoghi di sosta che garantivano ai pastori tutto il necessario durante il viaggio.
La rete complessiva, fatta di tratturi, tratturelli e bracci di collegamento, misurava circa 3.100 chilometri e univa le montagne dell'Abruzzo e del Molise al Tavoliere delle Puglie, con tragitti che superavano anche i 200 chilometri.
Una storia lunga più di duemila anni
Gli spostamenti stagionali delle greggi in queste terre sono antichissimi e risalgono all'epoca dei popoli italici. Già i Romani regolarono il passaggio e il pascolo con apposite tasse. Nel 1447 Alfonso d'Aragona organizzò il sistema in modo stabile con la Dogana della mena delle pecore di Foggia, che per secoli governò la transumanza nel Regno di Napoli. In autunno le greggi scendevano verso le pianure pugliesi, più miti; in primavera risalivano verso i pascoli freschi di Abruzzo e Molise.
Era un'economia che plasmava tutto: i paesi, le fiere, i mestieri, perfino i formaggi. Non è un caso che molte tradizioni dell'Alto Molise, dalla lavorazione del latte alle feste dei pastori, abbiano radici in questo andare e venire.
I tratturi intorno ad Agnone
Il Molise è attraversato da quattro grandi tratturi: il Pescasseroli-Candela, il Castel di Sangro-Lucera, l'Aquila-Foggia e il Celano-Foggia, per un totale di circa 440 chilometri nel territorio regionale.
- Il tratturo Celano-Foggia, lungo circa 200 chilometri, è il più interno fra i grandi tratturi e attraversa proprio l'Alto Molise: San Pietro Avellana, Vastogirardi, Carovilli, Agnone e Pietrabbondante, prima di proseguire verso la Puglia.
- Il tratturo Castel di Sangro-Lucera, lungo circa 130 chilometri, passa per Carovilli e Pescolanciano, dove il feudo si sviluppò proprio lungo il suo tracciato.
- Un tratturello collega Castel del Giudice, Sprondasino e Pescolanciano, unendo i diversi tracciati e passando in zone ricche di memorie sannite, come quella della Fonte del Romito, dove nel 1848 fu trovata la celebre Tavola Osca.
Patrimonio dell'umanità e tutela
Dagli anni Settanta e Ottanta del Novecento i tratturi sono tutelati come beni di interesse storico, e nel 1997 una legge regionale ha istituito il Parco dei tratturi del Molise. L'11 dicembre 2019, a Bogotá, l'UNESCO ha iscritto la transumanza nella Lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità, su candidatura congiunta di Italia, Austria e Grecia. Un riconoscimento che riguarda non solo le vie, ma il sapere vivo dei pastori.
E la transumanza, in Molise, non è soltanto memoria. Ogni anno, a fine primavera, la famiglia Colantuono conduce a cavallo la propria mandria di bovini dalla Puglia, nella zona di San Marco in Lamis, fino ai pascoli di montagna di Frosolone: circa 180 chilometri percorsi in alcuni giorni, seguendo le antiche rotte. In autunno il viaggio si ripete in senso inverso. Le date dipendono dalla stagione: verificatele sui canali ufficiali degli organizzatori e degli enti locali.
Camminare sulle vie d'erba
Percorrere un tratturo oggi significa camminare dentro la storia, in un silenzio rotto solo dal vento e, a volte, dai campanacci delle mandrie al pascolo. Non servono grandi imprese: bastano qualche ora e un po' di curiosità. Se volete vivere anche la dimensione di festa della transumanza, leggete il nostro articolo sulla Pezzata di Capracotta, e per abbinare la camminata alla tavola non perdete quello dedicato al caciocavallo di Agnone, figlio della stessa civiltà pastorale.
Dopo il tratturo, il camino
Rientrare da una giornata sulle vie d'erba e ritrovare le pietre antiche di Casale Santilli è il modo più autentico di vivere l'Alto Molise. Prenotate il vostro soggiorno nelle campagne di Agnone.