Il pianoro erboso di Prato Gentile a Capracotta con rifugi in pietra e legno, boschi e una cima montuosa fra le nuvole
Prato Gentile, Capracotta — foto: Accurimbono · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Per secoli, nell'Alto Molise, il calendario della vita lo hanno scandito le greggi. A fine estate i pastori partivano con le pecore verso i pascoli invernali del Tavoliere delle Puglie, e tornavano in montagna con la bella stagione. Da questo mondo di tratturi, campanacci e lunghe camminate è nata la Pezzata di Capracotta: un piatto povero e sostanzioso, e una festa che ogni estate riunisce migliaia di persone su un altopiano verde a oltre millecinquecento metri di quota.

Il piatto della transumanza

La pezzata è, prima di tutto, una ricetta di necessità. Durante la transumanza poteva capitare che una pecora si ferisse o non riuscisse a proseguire il viaggio: allora veniva macellata, tagliata a pezzi e cucinata con quel poco che i pastori avevano con sé. Niente veniva sprecato, e da un piccolo incidente di percorso nasceva un pasto per tutta la compagnia.

La preparazione tradizionale è semplice e lenta. La carne di pecora, tagliata in pezzi grandi, viene bollita per ore in grandi caldai di rame sul fuoco di legna; durante la cottura si elimina con cura il grasso che affiora in superficie. Solo dopo si aggiungono il sale, le patate, un po' di pomodoro e gli aromi, che variano da famiglia a famiglia: erbe di montagna, sedano, un pizzico di peperoncino. Il risultato è una carne tenerissima immersa in un brodo saporito, in cui è d'obbligo intingere il pane.

Anche il nome ha una storia. Secondo una spiegazione deriverebbe dalla "pezza", il panno con cui si copriva il caldaio o si filtrava il brodo; secondo un'altra, dal fatto che la carne veniva "depezzata", cioè tagliata a pezzi. In entrambi i casi, la parola racconta un gesto quotidiano della vita dei pastori.

Prato Gentile, il pianoro della festa

La festa si tiene a Prato Gentile, un ampio pianoro erboso circondato da boschi e montagne sopra Capracotta, uno dei paesi più alti dell'Appennino, a oltre 1.400 metri di quota. D'inverno Prato Gentile è conosciuto per le piste dello sci di fondo; d'estate si trasforma in un grande prato dove stendere una coperta, respirare aria fresca e attendere che i caldai finiscano di sobbollire.

La giornata ha il ritmo lento delle feste di paese: il fumo della legna che sale dai fuochi, il profumo della carne che cuoce, le lunghe file per il piatto, le famiglie e i gruppi di amici che si ritrovano all'ombra degli alberi. È un'occasione per assaggiare la cucina di montagna nella sua forma più autentica, ma anche per sentirsi parte di una comunità.

Una festa nata nel 1961

La sagra della Pezzata nasce nel 1961 come "Giornata dell'Ospitalità": una sorta di festa del ritorno, pensata per celebrare il rientro in montagna dei pastori dalle Puglie, quando le famiglie accoglievano gli allevatori richiamati dal suono lontano dei campanacci. Da allora l'appuntamento si è ripetuto per decine di edizioni, con poche interruzioni, ed è oggi una delle sagre più antiche e conosciute del Molise; Slow Food l'ha inserita nella sua guida dedicata alle sagre d'Italia. A organizzarla sono il Comune di Capracotta, la Pro Loco e tanti volontari, che ogni anno rinnovano un rito collettivo.

La Pezzata si svolge tradizionalmente la prima domenica di agosto. Date, programma e modalità di partecipazione vanno comunque verificati di anno in anno sui canali ufficiali del Comune di Capracotta e della Pro Loco.

Consiglio pratico: anche in pieno agosto, a Prato Gentile l'aria può essere fresca e il tempo cambia in fretta: portate una felpa o una giacca leggera e scarpe comode per camminare sul prato. Arrivate in mattinata per godervi l'atmosfera dei caldai sul fuoco.

Più di una sagra

La Pezzata è molto più di un evento gastronomico: è un modo per tenere viva la memoria della transumanza, che per secoli ha plasmato il territorio, l'economia e l'identità dell'Alto Molise. Gli stessi pascoli, le stesse vie d'erba percorse dalle greggi, si ritrovano ancora oggi nel paesaggio intorno a Capracotta e ad Agnone. Se l'argomento vi incuriosisce, nel nostro blog trovate anche un approfondimento su tratturi e transumanza e una guida ai borghi d'altura dell'Alto Molise, perfetti da scoprire nei giorni prima o dopo la festa.

Dalla festa dei pastori alla quiete del casale

Dopo una giornata a Prato Gentile, Casale Santilli vi aspetta nella campagna di Agnone con il giardino affacciato sulle montagne e la terrazza dove godersi le sere fresche d'agosto.