Quando le prime nebbie salgono dalle valli e i boschi dell'Alto Molise si tingono di giallo e di rosso, comincia una stagione speciale. È l'autunno del tartufo bianco: mattine fredde passate nel bosco dietro al fiuto dei cani, profumi intensi che riempiono le cucine, borghi che si animano per celebrare il loro tesoro sotterraneo. Per chi ama la natura e la buona tavola, è uno dei momenti più belli per scoprire questo angolo di Molise.
Il tartufo bianco del Molise
Il tartufo bianco pregiato, Tuber magnatum Pico, è un fungo che cresce sottoterra, in simbiosi con le radici di alcuni alberi, e si fa riconoscere per il suo profumo intenso e inconfondibile. Molti associano il tartufo bianco soprattutto al Piemonte, ma il Molise è una delle regioni italiane dove se ne raccoglie di più: secondo stime spesso citate dagli operatori del settore, da San Pietro Avellana e dal Molise proverrebbe fra il 35 e il 40 per cento del tartufo bianco italiano.
I boschi dell'Alto Molise, ricchi di biodiversità e in parte compresi nella Riserva della Biosfera MAB UNESCO "Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise", offrono le condizioni ideali. Qui il tartufo non è solo un prodotto pregiato, ma una parte della cultura locale, con i suoi saperi tramandati e i suoi luoghi segreti custoditi con cura dai cercatori.
La stagione della raccolta
In Molise la raccolta è regolata da una legge regionale, che stabilisce un calendario preciso per ogni specie. Per il tartufo bianco la finestra si apre all'inizio dell'autunno e si chiude a metà gennaio; la ricerca è comunque vietata di notte, da un'ora dopo il tramonto fino a un'ora prima dell'alba. Ottobre e novembre sono i mesi in cui la stagione entra nel vivo, e coincidono con lo spettacolo del foliage nei boschi.
La ricerca si fa con il cane, compagno insostituibile del tartufaio: è lui a fiutare il tartufo sotto terra, mentre il cercatore scava con attenzione con il vanghetto, senza danneggiare il terreno. Questo patrimonio di conoscenze ha ricevuto un riconoscimento importante nel 2021, quando la "Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali" è stata iscritta dall'UNESCO nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
San Pietro Avellana, capitale del tartufo bianco
Il cuore di questa tradizione batte a San Pietro Avellana, piccolo paese dell'Alto Molise di circa quattrocento abitanti, circondato da boschi e noto per l'abbondanza di tartufo bianco. Il paese fa parte dell'Associazione Nazionale Città del Tartufo, e ogni anno, all'inizio di novembre, nel fine settimana intorno a Ognissanti, ospita la Mostra Mercato del Tartufo Bianco, giunta ormai a decine di edizioni.
Durante la mostra mercato il paese si riempie di stand con tartufi freschi e prodotti derivati, come creme, salse e oli aromatizzati. Ci sono menù a base di tartufo preparati dalla Pro Loco, artisti di strada, momenti di approfondimento e visite ai musei del paese. È l'occasione ideale per assaggiare il tartufo bianco nella sua terra, conoscere i cercatori e portare a casa un ricordo profumato del viaggio.
Date e programma cambiano di anno in anno: verificate sempre il calendario aggiornato sui canali ufficiali del Comune di San Pietro Avellana e della Pro Loco prima di partire.
Un autunno da vivere con calma
L'autunno è una stagione perfetta per un soggiorno nell'Alto Molise: i boschi sono al massimo della loro bellezza, le giornate sono limpide e le serate invitano a restare vicino al fuoco. Dopo una giornata fra stand e passeggiate nei boschi, tornare a Casale Santilli e accendere il grande camino in pietra è il modo migliore per concludere la giornata. E chi ama il tartufo può tornare anche in estate: a San Pietro Avellana, nel secondo fine settimana di agosto, si svolge la Fiera del Tartufo Nero Estivo, di cui parliamo anche nel nostro articolo sulle feste d'estate dell'Alto Molise.
Un autunno di boschi e camino
Tra una passeggiata nei boschi e una giornata alla mostra mercato, Casale Santilli vi accoglie con il calore del camino in pietra e la quiete della campagna di Agnone.